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Naim Solstice Special Edition

Impressioni d'ascolto

Forse non e` bello dirlo, ma un appassionato di alta fedelta` puo` avere, occasionalmente, l’impressione di essere Nemo - non il Capitano di Jules Verne ma il pesciolino della Pixar.
La rete insidiosa del commercio audio e` vasta - il piccolo Nemo non ha riferimenti o appigli, spesso deve basarsi sulle recensioni delle riviste di settore o su consigli del rivenditore. Abbiamo visto tutti, almeno una volta, la signora che la sa lunga chiedere al macellaio che le sta tagliando la carne: E` buona? Ecco, il pesciolino all’acquisto e` cosi` - incrocia le dita e decide di credere a quello che gli viene detto. E in fondo, non e` quello che facciamo con il medico, il candidato alle elezioni, il farmacista, il parroco?

Al netto dell’avere un genio a capo del marketing, Naim Audio e` un’azienda affidabile; il suo progettista storico, Roy George, ha disegnato alcuni dei prodotti piu` idiosincratici, affascinanti, incuranti delle mode e indifferenti alle necessita` pratiche dei negozianti apparsi negli ultimi decenni. Naim ha conquistato un consistente popolo di nemici soprattutto con i suoi diffusori, scomodi da sistemare e mettere a punto, pieni di idee costruttive di derivazione ingegneristica invece che da weekend in cantina, oggetto della piu` grande considerazione da parte di pochi, fedeli estimatori - l’autore di queste righe certamente uno di loro. Naim e` nota per essersi definita Un’azienda ingegneristica che produce apparecchi che suonano. Si puo` essere piu` posh (*)?

A soli settantatre´ anni dal brevetto del disco microsolco Naim commercializza il suo primo giradischi. Perche´ no? Il vinile, dato per morto negli anni ottanta, e` risorto; Naim ha prodotto fino ad alcuni anni fa un braccio unipivot, l’Aro, che la rivista americana Stereophile ha incluso a lungo nella sua classe A+. Il Solstice non e` un caso di rebranding di un prodotto fatto e finito; e` stato pensato e disegnato a Salisbury e costruito in Germania da Clearaudio. Estrarne le parti da quattro scatole e` gia` quasi come averlo installato, tanto ogni cosa - il pesante piatto in acciaio che si scoprira` essere sospeso magneticamente, cosa per la quale qualsiasi costruttore occuperebbe pagine di pubblicita` trionfale a pagamento; il piccolo flacone d’olio minerale per lubrificare il perfetto perno in ceramica - ispira un senso di fiducia, qualita`, solidita`. Finalmente, pensa il piccolo Nemo: la stagione della fuffa e dell’MDF e` finita, tornano l’acciaio e il multistrato marino.

Una delle cose migliori di questo giradischi e` che puo` essere installato dal cliente, se ha esperienza e segue le istruzioni; il braccio (evoluzione dell’Aro) e` facile da montare e facilissimo da regolare, la sola cosa un poco macchinosa e` mettere la cinghia di gomma intorno al platorello che il campo magnetico insiste a spingere verso l’alto e che solo il poderoso, lucido piatto da diversi chili fara` scendere a livello d’esercizio. Chi lo fa non vede poi l’ora di far ruotare quel piatto e ascoltare il primo LongPlaying. Tuttavia, e` lecito attendersi che per 17.900 euro il negoziante glielo consegni e installi a casa. Durante unboxing e installazione del Solstice nel negozio dell’amico Alfredo un curioso di passaggio, sentito il prezzo, ha commentato Con diciassette mila euro compro un’auto. E` vero: un’auto che consuma risorse energetiche, genera inquinamento ambientale e acustico, occupa spazio e puo` causare danni a persone innocenti; il Solstice puo` soltanto fare musica: ne vogliamo parlare?
In ogni caso il Solstice e`, in realta`, un sistema: comporta il giradischi vero e proprio, una cartuccia MC dedicata e dall’aria importante, lo stadio phono e un’alimentazione per tutto. E poiche´ da Naim prediligono soluzioni controcorrente, non e` dall’alimentatore che si accende il giradischi ma dal giradischi che si accende l’alimentatore: presumendo che l’ascoltatore abbia in fondo voglia di toccare solo il Solstice, tattile e invogliante come tutte le cose belle.
L’impianto completo allestito per la prova d’ascolto comprende il pre Naim NAC552 con il suo alimentatore, il finale NAP500, cavi SuperLumina e gli eccellenti diffusori Canton Reference 1K. La sala, grande, e` trattata acusticamente e non somiglia molto al salotto di uno di noi; la prova, diciamo, ha luogo in condizioni ideali e controllate; ma non per questo sara` meno indicativa.

Quattro LongPlaying da ascoltare:
- Penderecki Dies Irae (Auschwitz Oratorium)
- Clifford Curzon, Benjamin Britten, Mozart, English Chamber Orchestra – Piano Concertos No.20 K.466 & No.27 K.595
- Sinatra Sings of Love and Things
- Checkmate Joe Pass and Jimmy Rowles


Due registrazioni analogiche, una analogica rimasterizzata in digitale e una digitale all’origine. Puo` sembrare irrilevante ma la prova mostrera` che non lo e`.
Intanto, il Solstice e` silenzioso in modo quasi inquietante: ci si aspetta un po’ di ronzio, qualche rumorino qua e la` - niente. Naim ha un’ossessione per gli isolamenti meccanici ed elettrici, e partire dal minuscolo segnale da 0.4 mV della cartuccia Equinox per arrivare in un silenzio di tomba, salvo i rumori del vinile, a riempire di musica i quaranta e oltre metri quadri della sala d’ascolto e` gia` un grande risultato.

La prima impressione e` molto simile all’ultima: che il sistema piatto/braccio/testina del Solstice estragga tutto dai solchi. Tutto, naturalmente, vuole dire l’usura del vinile, i tanti piccoli segni che la vita - la nostra - ha lasciato nei microscopici canyon. Un LongPlaying porta su se´ tracce di infiniti momenti - ogni tic e` un istante del nostro passato, una specie di album di ricordi sonoro: non demonizziamolo.
Due cose, soprattutto, restano dell’ascolto - la dolcezza del tocco di Clifford Curzon mentre suona l’adorato Mozart, in grado di trasmettere un’espressivita` insolita e inattesa, sconosciuta agli ascolti normali; e il baritono leggero, un po’ legnoso e completamente corporeo di Frank Sinatra, iperreale in mezzo ai diffusori. Ci si rende conto che un po’ di volume e` necessario perche´ si apra la finestra sulla registrazione e noi possiamo smettere di sentire gli altoparlanti e venire assorbiti dal suono; e che questo livello di resa e` quasi indispensabile perche´ ci arrivi il senso di cio` che e` stato ripreso. La musica registrata puo` comunicare, dopo tutto; possiamo andare oltre il fatto meccanico. Chi ascoltera` il Solstice alle demo dell’8 e del 9 Ottobre sentira`, ma coloro che non sono interessati a un sistema di lettura dedicato a un supporto obsoleto fatto con gli avanzi della lavorazione del petrolio sappiano che quella del Solstice e` una bellissima esperienza sonora e, finalmente, affettiva. C’e` chi non ama Naim e trova i suoi apparecchi sovrastimati e sovrapprezzo: pensino agli iPhone, agli stipendi della casta politica, che pagano loro. Il Solstice consegnato ad Alfredo e` per ora il solo arrivato in Italia; chi lo compra possa avere gli strumenti per capire a cosa puo`, anche, servire.
MB

(*) Piu` cool di cool, posh e` il massimo del cool, al limite dello snobismo. Naim e` decisamente posh.

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