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The natch l blues
Taj Mahal
€ 35

Etichetta: Pure Pleasure

Dischi: 1 LP 180 Gr

 

Registrato tra la primavera e l’autunno del 1968, il secondo album di Taj Mahal si apre con il più autentico blues del Delta del Mississippi ma – rispetto al suo disco d’esordio – con un’amplificazione leggermente maggiore (in parte grazie all’organo di Al Kooper), che lascia subito spazio a sonorità ben più poderose in brani come “She Caught the Katy and Left Me a Mule to Ride” e “The Cuckoo”; quest’ultimo brano vede la presenza di incisive chitarre elettriche e acustiche e di un basso usato da Gary Gilmore quasi come se fosse uno strumento solista, degna risposta di un bluesman di gran classe a John Entwistle.


Ancora più interessanti sono i due brani originali che chiudono il programma, “You Don’t Miss Your Water (Till Tour Well Runs Dry)” e “Ain’t That a Lot of Love”, che vedono Taj Mahal esplorare le regioni più recondite dell’anima e sconfinare nel territorio d’elezione di Otis Redding. Questo fatto appare evidente soprattutto in “You Don’t Miss Your Water”, nella quale Mahal raggiunge l’intensità di un gospel, valendosi anche di uno strepitoso assolo di cornetta realizzato da Jesse Ed Davis che riesce a toccare anche i cuori più insensibili. Al contrario, “Ain’t That a Lot of Love” è condotta con energia da una vibrante chitarra elettrica e da un basso implacabile che ricorda “Gimme Some Lovin’” dello Spencer Davis Group.


La ristampa di questo celebre LP comprende tre bonus track di grande interesse: un’esecuzione più veloce di “The Cuckoo”, con la parte della chitarra più in evidenza, il dimesso lamento elettrico “New Stranger Blues”, che presenta alcuni passaggi in cui la chitarra si sforza di imitare le sonorità del mandolino, e “Things Are Gonna Work Out Fine”, un brano dai tratti fortemente rockeggianti che offre alla chitarra elettrica di Davis e all’armonica di Taj Mahal la possibilità di sfoggiare tutto il loro incredibile virtuosismo.

      

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